In piazza Duomo per dire basta: il Centro Novarese al flash mob contro la violenza sulle donne
Venerdì 11 settembre, alle 18, piazza Duomo a Novara si è riempita di viola e nero. Donne e uomini si sono ritrovati sotto lo slogan «Fatevene una ragione… La libertà non potrà esserci tolta», in un flash mob organizzato dai sindacati con il patrocinio del Comune e della Provincia e l'adesione di numerose istituzioni e associazioni del territorio. Tra queste c'eravamo anche noi, il Centro Novarese di Aiuto all'Infanzia. Lavocedinovara
Una piazza nata dalla rabbia, diventata voce comune
L'idea è partita dalle sindacaliste Uil Luisa Mauceri e Rosi Pipolo, dopo le notizie degli ultimi femminicidi. A uno di questi, in particolare, rimanda l'immagine scelta per la locandina: un viadotto attraversato da un nastro rosso. L'appello diffuso alla vigilia era semplice e diretto: «Ogni singola presenza sarà un piccolo grido contro questa mattanza che non si ferma». NewsnovaraNewsnovara
La città ha risposto. Ai partecipanti era stato chiesto di vestirsi di viola e nero: il viola, nato dall'incontro tra rosso e blu, tiene insieme l'energia e la passione del primo con la calma e la profondità del secondo. Al centro della piazza si sono disposti i rappresentanti di sindacati, istituzioni e associazioni aderenti, e il momento corale è stato affidato a «Viva la libertà… fatevene una ragione», adattamento di una canzone di Jovanotti scritto per l'occasione e cantato da tutti i presenti. Un modo per fare rumore, e per ricordare quanto sia urgente educare al rispetto della volontà dell'altra persona. In viola contro la violenza sulle donne: il flash mob in piazza Duomo +2
Perché c'eravamo anche noi
Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa c'entri un'associazione che si occupa di bambini con una manifestazione contro la violenza sulle donne. Per noi la risposta è evidente: c'entra tutto.
Ogni giorno incontriamo famiglie. E la famiglia è il primo ambiente in cui un bambino o una bambina nasce e cresce. Finché ci sarà violenza dentro le case, e in particolare violenza sulle mamme, quell'ambiente non potrà essere sereno. E un bambino che cresce dove c'è paura non sta ricevendo ciò di cui ha più bisogno, qualunque sia l'aiuto materiale che possiamo offrirgli.
Prendersi cura dell'infanzia significa quindi prendersi cura anche di chi l'infanzia la custodisce. Il nostro impegno è a fianco dei genitori, e in questo caso a fianco delle donne e delle mamme, perché a questa violenza si possa finalmente dire basta.
Un impegno che continua
Essere in piazza è stato un gesto piccolo, ma non simbolico soltanto. È stato il modo per dire, insieme a tante altre realtà novaresi, da che parte stiamo. E per ricordare a noi stessi che proteggere i bambini vuol dire anche lavorare, ogni giorno, perché le loro case siano luoghi sicuri per tutti quelli che ci vivono.
Grazie alle organizzatrici, ai sindacati, alle istituzioni e a tutte le associazioni che hanno reso possibile questa piazza. Noi c'eravamo, e continueremo a esserci.